Choc ADV

Da diversi anni si discute della campagne pubblicitarie choc, dell’advertising o della comunicazione sociale che utilizza immagini forti, al limite del buon gusto, in qualche caso immagini violente, crude o con forti riferimenti sessuali. Alcuni fotografi e agenzie hanno fatto la loro fortuna comunicando in questo modo, certo, ma viene da porsi una domanda: esiste un limite oppure tutto è permesso? è vero che al giorno d’oggi emergere e distinguersi dagli altri è difficile e si deve necessariamente provocare od offendere la sensibilità di qualcuno?

L’argomento non è di facile trattazione perché se si è contro questo tipo di campagne di comunicazione si viene etichettati come bacchettoni, viceversa se sei favorevole sei insensibile, anarchico o peggio un maniaco! E qui si innesta la discussione, il polverone, lo sdegno di qualcuno e l’arroganza intellettuale di qualcun altro… il tutto poi porta inevitabilmente la discussione sui giornali, sulle radio e sulle tv nazionali e, in qualche caso internazionali, e quindi al successo della campagna.

Allora cerchiamo di vedere la questione da un altro punto di vista, abbandoniamo l’ipocrisia che spesso ci appartiene, lasciamo stare le discussioni causate solo per il gusto di discutere e dividersi e proviamo a cambiare punto di visione. Le aziende, gli enti, le associazioni o i fotografi vogliono provocare esattamente quello che si verifica ogni volta: choc e quindi il successo dell’iniziativa. Ma chi crea questo successo se non coloro che alimentano la discussione? E qui mettiamoci dentro i giornali, le televisioni, le radio ma… ma anche noi tutti che ci schieriamo dall’una o dall’altra parte. Immaginate per un solo momento se queste campagne pubblicitarie venissero ignorate o considerate come le altre e se coloro che tanto le criticano non gridassero allo scandalo: con buona probabilità non si avrebbe tutto questo clamore e forse verrebbe meno il successo dell’iniziativa.

E’ per questo motivo che non mi sento di colpevolizzare aziende, enti, associazioni e fotografi, anzi, fanno benissimo se riescono ad aumentare la notorietà di un brand, ad evidenziare un problema sociale, ad aumentare le vendite o a far parlare di una questione che i perbenisti, di cui la società è piena, tendono a nascondere. Il problema è che siamo noi, persone, consumatori e utenti ad avere una mente conformata e addormentata, si proprio così.

Allora sveglia! Non offendiamoci per una foto di Oliviero Toscani o per il porno soft di Tom Ford, o per la campagna choc contro l’AIDS… siamo noi che creiamo questo modo di comunicare e i promotori di queste campagne lo hanno capito perfettamente: sveglia gente!