Il gusto è soggettivo: ma il fottutogusto no!

Mi trovo spesso a discutere di estetica (è un settore della filosofia che si occupa della conoscenza del bello naturale e artistico, ovvero del giudizio di gusto) e di rendermi conto che il gusto è soggettivo solo ed esclusivamente per chi non ce l’ha!

Quando ad una persona gli si dice “eh, ma tu hai gusto”, gli stiamo confermando che è capace di scegliere in base ad un canone che non è poi così soggettivo, altrimenti perchè si dovrebbe dire così! O più precisamente si dovrebbe dire “eh, ma tu hai gusto TUO”, ma non avrebbe più senso. Ribadisco il concetto. Dicendo “eh, ma tu si che hai gusto” intendiamo che la persona in questione è in grado di selezionare, scegliere, captare, nel modo di vestire, nel modo di arredare o in altri campi, cose che un’altro non sarebbe in grado di vedere. Infatti, si parla di sensibilità. La capacità di scegliere le cose più belle*, gli abbinamenti migliori, i colori, la macchina, un fiore, un profumo, una casa, un regalo, fare un albero di natale, selezionare i cibi, acquistare un vino, selezionare musica, fanno tutte parte del gusto, cioè della sensibilità che una persona ha o non ha per le cose belle*. E queste, cari amici (o nemici), non sono discutibili. Una persona può dire di Monica Bellucci o Charlize Theron che a lui personalmente non piace, ma non può dire certo che è brutta. Infatti, quando si dice “a me non piace” intendiamo che non ci emoziona o non ci emana nulla se non la bellezza* fine a se stessa, che, tra l’altro, non a tutti fa lo stesso effetto. Ma quello che mi preme domandarvi è: perchè quando una persona senza gusto estetico, cioè il 95% delle persone, ha difronte una persona riconosciuta con gusto, non si arricchisce di questa capacità innata e rimane chiuso nella sua mancanza di fiducia in chi potrebbe consigliarlo o educarlo? Perchè, le persone con gusto, quelle alle quali diciamo “eh, ma tu si che hai gusto” non vengono mai ascoltate fino in fondo? Perchè non ci si fida? Perchè non si impara vedendoli all’opera? Perchè?

PERCHÈ, IN FONDO, OGNUNO FA QUELLO CHE GLI PIACE!

E sapete chi fa in genere quello che gli piace? I bambini.

*bellezza: La bellezza è una qualità delle cose percepite che suscitano sensazioni piacevoli che attribuiamo a concetti, oggetti, animali o persone nell’universo osservato, che si sente istantaneamente durante l’esperienza, che si sviluppa spontaneamente e tende a collegarsi ad un contenuto emozionale positivo, in seguito ad un rapido paragone effettuato consciamente od inconsciamente, con un canone di riferimento interiore che può essere innato oppure “acquisito per istruzione o per consuetudine sociale”.


Le foto che ho scelto sono la dimostrazione di come, chi ha una incredibile sensibilità estetica, riesca a trovare la bellezza anche su soggetti che “guardando i canoni di riferimento” sono ritenuti brutti, filtrarli e renderli straordinariamente belli, come lo scatto stesso. Foto di Richard Avedon